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Interventi sulla colonna vertebrale

gennaio 5, 2016

In ogni attività che quotidianamente viene svolta, che voi siate impiegati o operai, la vostra schiena (indicando la colonna vertebrale) è l’infrastruttura che vi permette di camminare, sollevare pesi o rimanere semplicemente in piedi in posizione eretta. E’ facile capire, quindi, come sia importante prendersi cura della sua salute ed evitare di assumere certe posture dannose, posizioni e movimenti a cui naturalmente adattiamo il nostro corpo facendone abitudine, senza tener conto delle importanti ripercussioni a cui stiamo aprendo la porta. A livello spinale dobbiamo tenere conto di tante strutture, alcune indispensabili, altre molto delicate: vertebre, gangli spinali, terminazioni nervose e midollo spinale, le posture scorrette e movimenti inopportuni possono compromettere l’integrità a la salute delle suddette.

I problemi più frequenti a carico della colonna vertebrale possono essere le scoliosi, le contratture, gli scompensi e le tensioni muscolari i quali, senza un appropriato intervento correttivo, possono solo degenerare alterando la struttura e, quindi, la funzionalità sia della colonna vertebrale che degli organi interni.

Il percorso riabilitativo per correggere le posture scorrette, gli scompensi muscolari tra quelli più soll

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dicembre 22, 2015

cos’è

esistono diverse forme di patologia muscolare, dalle più comuni mialgie curabili attraverso la sinergia dell’azione farmacologica e quella fisioterapica, fino alle più disparate forme degenerative a carico del sistema muscolare che, sfortunatamente, richiedono costanti attenzioni e, in tal caso, l’azione del fisioterapista è praticamente conservativa.

le cause

le più comuni cause di problemi al sistema muscolare spesso si ritrovano negli eccessi di attività fisica: attività protratte che stressano eccessivamente i tessuti, attività eseguite con modalità o posizioni scorrette che possono sfociare in lesioni del tessuto muscolare. In altri casi l’insorgere della mialgie si riconduce ad un’infezione virale in atto, ad una carenza alimentare o addirittura ricondurre ad un disturbo di altra natura come certe tendiniti o artriti.

i sintomi

i sintomi generalmente consistono in sensazioni dolorose localizzate (quando il muscolo tira) spesso legate a difficoltà nel compiere anche i più semplici movimenti. Si può essere imposs

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dicembre 10, 2015

cos’è

Con il termine patologie tendinee si intendono gli stati dolorosi che si verificano in condizioni di esercizio fisico estenuante o comunque a seguito di sollecitazioni intense. Le aree più soggette all’infiammazione possono essere il tallone, il ginocchio o la caviglia.

le cause

Tradizionalmente le patologie tendinee sono il risultato di un processo infiammatorio che indubbiamente dev’essere contrastato per via farmacologica a base di FANS o corticosteroidi, per attenuare l’infiammazione e l’ipertrofia del tendine, ma il loro impiego a lungo termine non è certamente auspicabile, è per questo che la riabilitazione affidata al fisioterapista si rende necessaria per estinguere il problema alla radice.

i sintomi

Le parti del corpo più interessate alle patologie tendinee sono potenzialmente tutte le articolazioni: gomiti, ginocchia, polsi e caviglie; oltre alla sensazione di dolore si verifica un indebolimento dell’articolazione con conseguenti difficoltà nel compiere i movimenti abituali, peraltro resi difficili dal gonfiore localizzato. In rari casi le lesioni sfociano in lacerazioni ben più do

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dicembre 10, 2015

Il processo di recupero dall’intervento protesico al ginocchio e la successiva riabilitazione hanno un ruolo fondamentale per rimettersi in piedi e riprendere le proprie attività. Il supporto del fisioterapista può aiutare a guarire più agevolmente e scongiurare qualsiasi complicazione nel lungo termine.

La riabilitazione ha inizio generalmente nella stessa settimana dell’intervento chirurgico: quasi immediatamente il fisioterapista aiuterà il paziente per farlo camminare, proponendo esercizi volti alla riattivazione muscolare. Verranno inoltre discusse le attività da svolgere al ritorno a casa del paziente, ossia, nel dettaglio, le modalità sul come affrontare le abituali azioni.

Generalmente già alla seconda settimana il ginocchio dovrebbe essere più forte e si dovrebbe essere in grado di compiere autonomamente i principali movimenti. L’intervento del fisioterapista, che continuerà ad essere necessario per diverse settimane, consisterà nel somministrare esercizi di ginnastica isometrica, esercizi che coinvolgono il collo piede, estensione e flessione dell’articolazione, ginnastica propriocettiva per fortificare il muscolo quadricipite

In breve tempo si cercherà di eliminare comunque l

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dicembre 10, 2015

L’anca è una delle articolazioni più grandi del corpo: essa è formata da una sfera e da uno spazio in cui si inserisce, il suo compito è quello di sostenere il peso della parte superiore del corpo ed allo stesso tempo di consentirne il movimento, come uno snodo, attraverso gli arti inferiori.

I problemi ad essa associati possono andare dalle generiche artropatie, alle più comuni contusioni, fratture/lussazioni, distorsioni/stiramenti, tendiniti o osteoporosi nel caso di soggetti in età avanzata; alcune volte è indispensabile ricorrere all’intervento chirurgico per eliminare il dolore localizzato e ripristinare la funzionalità dell’articolazione sofferente.

Si sostituisce, quindi, l’articolazione con un impianto equivalente e nell’85% dei casi è possibile riprendere integralmente le proprie attività senza conseguenze. E’ comunque necessario un periodo dai 2-3 mesi per la riabilitazione fisioterapica, da sostenere successivamente dopo la degenza ospedaliera. I trattamenti mirano a:

  • ristabilire la mobilità ottimale
  • fortificare i muscoli indeboliti dalla degenza post-operatoria
  • riequilibrare tutte le perdite funzionali
  • ripristinare i normali schemi di movimento
dicembre 9, 2015

Cos’è

La tendinopatia è un processo infiammatorio che interessa principalmente tre diversi tipi di tendini degli arti inferiori: al livello della rotula, del muscolo quadricipite e del popliteo. L’insorgenza spesso è dovuta ad un processo lesivo del tendine a seguito di intense e smoderate attività fisiche o a seguito di un evento traumatico.

Le cause

Le principali cause dell’infiammazione, oltre alla casistica traumatologica, vanno dallo stiramento degli arti (distrazione muscolo-tendinea), alle forti sollecitazioni degli arti inferiori da parte della muscolatura sovrastante (adduttori-addominali) specialmente nella corsa, nel salto e nella rapida inversione del senso di percorrenza.

I sintomi

La sensazione di perdita dell’elasticità negli arti inferiori, unita ad un senso di debolezza, sono i sintomi più comuni. A volte l’infiammazione rende difficoltosa la permanenza della postura eretta, come se gli arti stessi non avessero forza per sostenere il tronco. Le parti dolenti spesso si manifestano arrossate e gonfie, la sensazione di dolore aumenta al tatto (quando si applica una pressione) e durante le sessioni di attività fisica. Il disturbo tende ad acutizzarsi se trascurato.

la terapia

Per prima cosa è necessario sospendere qualsiasi attività fisica e porsi a riposo. E’ possibile contenere l’infiammazione ed il dolo

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dicembre 9, 2015

Cos’è

La S.F.R., anche detta sindrome del ginocchio del corridore, è un disturbo frequente sia negli atleti professionisti che nei soggetti dal tenore di vita sedentario; causato principalmente dalla lesione della cartilagine del ginocchio, oltre alla sensazione dolorosa può comportare alterazioni nella postura e nell’andamento.

Le cause

L’origine del disturbo è da ricercarsi sia nelle alterazioni della conformazione fisica, nel livello di stress a cui si sottopongono le strutture, nella tonicità muscolare degli arti inferiori. L’orbita della rotula, venendosi a trovare fuori asse, provoca un rialzo della pressione della rotula sul femore, inoltre il continuo sfregamento dei tessuti ne comporta la sensibile consuntura e l’infiammazione.

I sintomi

La flessione del ginocchio, comune in qualsiasi azione del quotidiano, diviene dolorosa: salire e scendere le scale, camminare, guidare danno luogo ad un dolore localizzato all’interno del ginocchio e l’attività motoria risulta essere impegnativa per via del senso di rigidità che accompagna il disturbo.

la terapia

la terapia non sarà mirata solo ad attenuare il dolore ma dovrà rimuovere le cause alla radice del problema. Saranno, perciò,  necessari dei cicli di fisioterapia pianificati con un professionista il quale farà lavorare il paziente per riattivare muscoli come i

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dicembre 9, 2015

Cos’è

La borsite dell’anca è un’infiammazione della parte esterna e superiore di una o entrambe le cosce. Le borse, di fatto, sono delle strutture relativamente morbide che hanno la funzione di diminuire l’attrito e attutire gli urti a cui l’apice dell’anca è soggetta. Il disturbo è accompagnato da dolore localizzato e schiocchi provenienti dall’osso.

Le cause

Le cause della borsite dell’anca possono essere varie e diverse. L’origine traumatica è una delle cause più frequenti, anche se non si possono minimizzare le microlesioni dovute alla continua sollecitazione delle parti, caso molto frequente tra gli atleti professionisti. Altre cause con minore incidenza si individuano nelle diversità di lunghezza degli arti inferiori che comportano sollecitazioni eccessive a carico di uno solo di essi.

I sintomi

Lo schiocco udibile, prodotto da tendini e muscoli che scivolano sulla superficie dell’osso,  è forse il sintomo più fastidioso dopo la sensazione dolorosa localizzata. Il continuo ripetersi di tale rumore, a causa del contatto anomalo tra tessuti, aumenta la possibilità di sviluppare lesioni dolorose, dolore che si accentua soprattutto nelle ore notturne quando il carico del corpo disteso grava maggiormente su di un lato.

La terapia

Il recupero dalla borsite dell’anca può avvenire anche senza particol

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dicembre 9, 2015

Cos’è

la pubalgia è un disturbo che coinvolge muscoli e tendini della zona pubica con conseguenti dolori estesi che diramano dall’inguine; spesso di natura traumatica – infiammatoria, è per lo più comune fra gli atleti professionisti di sesso maschile

Le cause

nelle intense attività sportive le ripetute sollecitazioni gravano sulle attività funzionali di muscoli e tendini della zona pubica provocando microlesioni e successive infiammazioni negli stessi, in altri casi le pubalgie sono dovute ad una scorretta distribuzione dei carichi a scapito del basso addome

I sintomi

l’acutizzazione del dolore, sovente nei periodi successivi all’attività sportiva, comporta l’irrigidimento e l’indolenzimento della zona inguinale, ogni sollecitazione, come pure il semplice starnuto possono risvegliare un forte dolore nella zona dell’osso pubico rendendo insopportabile anche il semplice restare in piedi

La terapia

la pubalgia se trascurata o sottovalutata può cronicizzare ed infine degenerare, l’intervento con un programma di fisiochinesiterapia da parte di un terapista della riabilitazione, insieme ad attività di potenziamento muscolare e stretching possono contenere e guarire il disturbo prima che la lesione tendinea divenga intrattabile

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dicembre 9, 2015

Cos’è

il più comune mal di schiena che produce la sensazione di dolore al livello della spina dorsale, delle costole e può coinvolgere l’apparato muscolare, i nervi e le stesse ossa; nella maggior parte dei casi è di natura transitoria e quindi si allevia in alcuni giorni, altre forme di dorsalgia invece indicano il manifestarsi di problemi agli organi sottostanti

Le cause

eventi traumatici a parte, le più frequenti dorsopatie derivano dalle cattive abitudini posturali, dalla qualità del materasso su cui si dorme, dal lavoro che si svolge (es. se si sollevano pesi), altre volte sono accentuate dalla compresenza di osteoporosi, sindromi artrosiche

I sintomi

comunemente i mal di schiena presentano sintomatologie di breve durata (1- 3 giorni) che comunque possono ostacolare le abituali attività come chinarsi, sollevare pesi e impedire i rapidi movimenti. Nei casi di maggiore acutezza, in cui le dorsalgie possono impedire il riposo notturno, la valutazione di ortopedico o fisiatra è d’obbligo.

La terapia

il primo approccio può essere la terapia farmacologica, anche con prodotti di automedicazione. Qualora i disturbi siano ricorrenti o di intensità non trascurabili sarà opportuno seguire le prescrizioni mediche ed effettuare sedute di fisioterapia unitamente ad un percorso di rieducazione posturale

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